• Dott.Emanuele Di Domenico

La mia prima visita dal nutrizionista

La maggior parte delle persone, me compreso, almeno una volta nella vita è stata in contatto con un dietologo o un nutrizionista.

Quando ero ragazzo, neanche sapevo chi fosse. La mia prima esperienza con questa figura è stata abbastanza traumatica.


Tramite passaparola, mia madre ottenne il numero di una famosa nutrizionista della mia città, e mi aveva convinto ad andarci per cambiare il mio aspetto, che iniziava a non piacermi più.


Ero in fibrillazione, mi guardai allo specchio, e pensai tra me e me:


“a breve quest’immagine riflessa sarà solo un ricordo…”


Il giorno dell'appuntamento, ci accolse una giovane segretaria. Io ero in trepidazione, e iniziavo a farmi mille domande:


"Che cosa dovrò fare? Che cosa mi chiederà?"


La porta si apre, e una voce lontana pronuncia il mio nome.


“Di Domenico? Si accomodi”…


Abbastanza spaventato, entro facendo accomodare prima mia madre, cercando di nascondermi dietro di lei.


La dottoressa mi da un’occhiata fugace, e poi chiede le informazioni a mia madre, mentre io con le mani tremolanti resto seduto sulla poltroncina.


“Tra poco sarà il turno delle mie domande", pensai.


Ma quel momento non arrivò.


La dottoressa, senza troppi fronzoli e senza neanche pronunciare il mio nome, mi chiese di alzarmi, spogliarmi, di salire sulla bilancia e dirle che numero riportava.


“Spogliarmi? Davanti mia madre e una sconosciuta che non mi ha neanche rivolto una parola?”


Rosso in volto, e soprattutto per dovere, iniziai a spogliarmi, restando molto titubante sull’abbassarmi i pantaloni, dal momento che per vergogna di me stesso, non mi spogliavo più neanche davanti a mia madre, ma poi esortato nuovamente, lo feci e salii sulla bilancia.

Non comparve alcun numero da comunicare, mi sentivo nudo, impacciato ed ero nel pallone.

“Così si rompe! Devi prima appoggiare un piede, far accendere il display e poi salirci su e comunicarmi il numero!”

Ottimo inizio, le prime parole che la dottoressa mi rivolse furono di rimprovero. Ormai con il rosso in volto, che volgeva al violaceo, ripeto l’operazione e comunico il peso.

Nel frattempo, si apre la porta, entra anche la segretaria in studio, che mi guarda e sorride, lasciando uno spiraglio di porta aperta, con occhi di pazienti che incrociavano i miei…volevo morire!

In quel momento desideravo soltanto essere invisibile, chiudere gli occhi, e ritrovarmi a casa nella mia stanza, vestito e a giocare.

Finalmente mi rivesto, mi riaccomodo sulla poltrona, e se prima erano tremolanti solo le mani, ora ero in completa agitazione e disagio.


La visita era terminata! 20 minuti di agonia, e soldi spesi, per sentirmi dire che ero obeso e che dovevo dimagrire. La dottoressa consegna a mia madre uno dei tanti fogli prestampati disposti sulla sua scrivania, con cose che avrei dovuto mangiare.


Poi prescrive delle miracolose fialette di fucus e betulla da dover assumere 3 volte al giorno prima dei pasti. Tra un mese sarei dovuto andare lì da lei con almeno 6kg in meno.


Ovviamente fu un fiasco totale!

Mia madre ne uscì con 120.000 lire in meno ed un foglio di carta.


Io ne uscii come un numero su di una bilancia, senza nome.


"Se avessi saputo prima che la visita sarebbe stata così…non ci sarei mai andato!"