• Dott.Emanuele Di Domenico

L’orgoglio di piacersi

La scorsa settimana ho deciso di dedicare del tempo a me stesso. Era una mattina libera dagli impegni lavorativi, ho pensato di fare una cosa che ho scoperto da alcuni anni, che mi gratifica particolarmente: Lo Shopping.


Ovvio che anche in passato acquistavo capi d’abbigliamento e di certo non potevo permettermi di andare in giro rivestito da una foglia di fico.😅


Purtroppo quando si è obesi, il gusto di vestirsi, di guardarsi allo specchio con un nuovo abito, è un qualcosa che non sempre è possibile.


Ricordo che quando ero ragazzo, e mia mamma mi chiedeva di uscire per fare shopping, per me era una condanna a morte.


La prima cosa che facevo era guardarmi allo specchio, aprire l’armadio per controllare i miei abiti larghi, rigorosamente anonimi e di colore scuro, cercando di capire di cosa avessi bisogno, e un nodo mi si stringeva alla gola.


Sapevo che non avrei trovato nulla della mia taglia e che soprattutto mi piacesse.


Oggi è molto più facile trovare abiti di varie taglie con l'online, ma in passato non era così: bisognava prendere l’auto e recarsi nei negozi di fiducia, dove in passato, già avevo trovato pantaloni e maglie della mia taglia, e quindi avrei avuto la fortuna di trovare qualcosa di nuovo, per me.

Già, perché questo “per me…” è un qualcosa che mi ha fatto sentire diverso per tutta l’adolescenza.


Entrare in un negozio dove tutti uscivano con acquisti, e io uscivo solo con la frase della commessa “per lui qui non c’è niente”, era devastante.


Mia mamma è ed è sempre stata una donna forte, e di una gentilezza unica, vedendo che io ci rimanevo male, spesso mi faceva attendere in auto con qualche scusa, e lei entrava nei vari negozi, dove con ogni probabilità chiedeva ai commessi se ci fosse qualcosa adatto alla mia taglia, ma poi ogni volta tornava in auto e mi diceva:


“Emanuele, ho fatto un giro perlustrativo, ma non c’era nulla che potesse piacerti, era roba fuori moda, quindi semmai andiamo altrove.”


Si girava, si andava altrove, ma trovare anche solo un tanto agognato jeans, era un’impresa quasi impossibile, e lì iniziava il mio disagio.

Entrare nei nuovi negozi, con commessi che ti guardavano scuotendo la testa, qualcuno che rideva sotto i baffi, altri che dicevano che dovevo andare in negozi da adulti o addirittura che dovessi farmi fare abiti su misura, mandava la mia autostima sotto i piedi.

Spesso si tornava a casa senza aver acquistato nulla. A volte mamma mi regalava delle scarpe, anche se non ne avessi bisogno, solo per compensare il mio dispiacere.


Era solo un contentino, ma lo faceva per me.


Giornate come queste, la mancanza di empatia di persone che invece di aiutarti ti criticano o deridono, vedere amici sfoggiare sempre nuovi abiti, mentre tu indossi sempre le stesse cose, sono stati elementi importanti per il mio cambiamento, e hanno contribuito al mio BASTA!


Oggi Emanuele è una persona che può entrare in qualsiasi negozio e acquistare ciò che vuole, posso vestire colorato, aderente, elegante, sportivo…posso sentirmi bene con me stesso.🤳


Da qualche anno posso addirittura acquistare durante i saldi, e trovare occasioni di abiti scontati del 50-70%, cosa che per me in passato era un tabù.


Non nascondo che da ex obeso non abbia sempre complessi e paure dettate da traumi passati.


Ancora oggi, prima di entrare in un negozio “diverso” dai miei vecchi standard, mi chiedo se troverò qualcosa adatto a me, oppure tendo a non chiedere aiuto ai commessi per paura che venga giudicato.


Se devo provare qualcosa, provo sempre una taglia più grande della mia, per paura che se prendessi una taglia più piccola non mi calzerebbe.


Ma poi mi guardo allo specchio, e una voce mi dice:


“Quest’abito ti sta proprio bene”


Non è tua madre o una commessa a dirtelo, ma la tua testa a convincerti di ciò.


Alla fine capisci cosa vuol dire piacersi e volersi bene.❤️