• Dott.Emanuele Di Domenico

Perché ho scelto di essere un nutrizionista


Sicuramente tutti conosciamo il detto, “Fai il lavoro che ti piace, e non lavorerai mai un giorno in vita tua”, bene ora posso affermare che sia realmente così. Ma perché amo questo lavoro? Ecco 5 motivi che mi hanno portato ad intraprendere questa carriera.


1. EMPATIA Un primo aspetto che adoro del mio lavoro, è il contatto con le persone, che siano bambini, adulti o anziani. Il rapporto che si instaura tra nutrizionista e paziente, deve essere alla base del mio lavoro, e del lavoro di ognuno di noi.


Sotto il camice, c’è una persona come voi, di nome Emanuele, che così come lo vedete in studio, si rapporta anche al quotidiano. Chi ha avuto la possibilità di conoscermi presso il mio studio, sa che sono una persona che trasmette tranquillità e serenità fin dal primo incontro, e che non mette mai a disagio chi ha davanti, anche perché molto spesso, si tratta di persone che poi dovranno svestirsi per potersi pesare.

C’è bisogno di instaurare un rapporto amichevole, di fiducia, e perché no, di simpatia, perché il nutrizionista è una persona con la quale bisogna mettersi a nudo, e raccontare le proprie abitudini alimentari, o problematiche che ci sono alla base, che spesso restano nascoste in noi, e sono difficili da tirare fuori. Emanuele è e sarà sempre lo stesso con tutti, perché adora conoscere le storie di ognuno di voi.

2.MOTIVAZIONE


Che sia una carica motivazionale da trasmettere o che mi venga trasmessa, il mio lavoro è composto anche da questo. Essendo stato un ex obeso, sono una persona che ce l’ha fatta, e quindi conosco tutte le fasi di un lungo percorso di dimagrimento. Durante il percorso ci saranno fasi di sconforto, fasi di privazione, fasi di stallo del peso, ed è qua che ho capito, che bisogna essere maggiormente presenti. Bisogna far comprendere alle persone il funzionamento fisiologico del proprio corpo, perché si verificano determinati eventi, e perché no, prendersi le proprie colpe, per un piano alimentare che magari in quel contesto non è appropriato e riadattarlo alle giuste esigenze.

Essere un Nutritional Coach è una cosa che mi gratifica, ricevere un messaggio di una persona che mi chiede se sia meglio mangiare in quel momento un pezzetto di pane, o un pacchetto di salatini, è una cosa che mi da soddisfazione, perché significa che la persona è motivata a raggiungere un obiettivo, e che si è affidata a me.


3.SCIENZA E COSCIENZA

Credo che il lavoro del nutrizionista, debba essere un qualcosa di dinamico e non statico. Non bisogna trattare ogni paziente allo stesso modo, ogni paziente ha bisogno delle stesse attenzioni di un altro, ogni paziente è diverso da un altro. Dedicare i miei weekend o le notti, a preparare diete per i pazienti, per altri potrebbe essere follia, ma per me è passione. La soddisfazione che ti danno le persone quando leggono la propria dieta, e di cui ognuna è sempre diversa da un’altra, con un menù personalizzato, rispetto alle canoniche diete prestampate, non ha prezzo. Il paziente non è solo un numero sulla bilancia, ed ognuno ha delle esigenze che vanno rispettate, e la voglia di aggiornarmi professionalmente, lo studiare interazione di farmaci, fisiologia, condizioni cliniche particolari, è una motivazione costante.


4.INVENTIVA


Sembrerà una sciocchezza o una parola campata in aria, ma il lavoro del nutrizionista si basa anche molto sull’intuizione e sull’inventare sempre un qualcosa che possa dare nuovi stimoli. E’ importante studiare nuovi metodi per far mangiare un bambino inappetente, o un modo simpatico per fargli mangiare verdura e frutta. E’ importante saper cucinare, ed inventare sempre nuove ricette, perché la dieta non deve essere una, da portare avanti per tutta la vita ma deve essere varia, e il paziente deve capire come mangiare, senza doversi privare di nulla. Questa è una delle cose che apprezzo particolarmente del mio lavoro, perché dopo aver impasticciato la mia cucina e i fornelli, dopo aver preparato piatti (che non avrebbe gradito neanche il mio cane) quando mi riesce quella ricetta che poi viene apprezzata anche dai pazienti, si è soddisfatti per il tempo impiegato nel rendere migliore il pasto di una persona.


5.FEEDBACK E SODDISFAZIONI

Ricevere commenti, complimenti, feedback di qualsiasi tipo, è la gratificazione più grande che si possa avere, perché mi fa capire che sto lavorando nel modo giusto. Vedere una ragazza che ha perso peso per il giorno più importante della sua vita, il matrimonio, e che ti ringrazia per sentirsi bene nell’abito desiderato, è un qualcosa che ti fa venire un sussulto al cuore. Bambini obesi, che dimagriscono, e che poi li vedi crescere e rimanere normopeso, con una vita sociale rinata insieme al loro benessere, è un qualcosa che ti fa capire che sei stato parte nel costruire un futuro di quel ragazzo. Aiutare persone di centinaia di Kg, che ormai sono allettate e non si muovono più, a perdere peso, e a farle tornare a reggersi sulle proprie gambe, ti fa sentire parte di quel successo. Si, io amo il mio lavoro in tutte le sue sfaccettature.